mercoledì, novembre 04, 2009



Non so cosa dirvi davvero. tre minuti, alla nostra più difficile sfida professionale. Tutto si decide oggi; ora noi, o risorgiamo, come squadra, o cederemo, un centimetro alla volta, uno schema dopo l'altro sino alla disfatta. Siamo all'inferno adesso, signori miei, credetemi. E...possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce; possiamo scalare le pareti dell'inferno un centimetro alla volta. Io però non posso farlo per voi, sono troppo vecchio; mi guardo intorno vedo i vostri giovani volti e penso: certo che, ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezz'età possa fare. Si perchè io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no; ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene, e da qualche anno mi da anche fastidio la faccia che vedo nello specchio. Sapete col tempo, con l'età, tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita, però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere, e scopri che la vita è un gioco di centimetri, e così è il football. Perchè in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo; capitelo: mezzo passo fatto un po' in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa, ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi; ce ne sono ad ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo. In questa squadra si combatte per un centimetro; in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi, e tutti quelli intorno a noi per un centimetro; ci difendiamo con le unghie e coi denti per un centimetro, perchè sappiamo, che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire; e voglio dirvi una cosa, in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere un'esistenza appagante sarà perchè sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta li, in questo consiste. E' in quei 10 centimetri davanti alla faccia; ma io non posso obbligarvi a lottare, dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi; io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto, che quando sarà il momento, voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra signori miei. Perciò: o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremmo annientati individualmente. E' il footbal ragazzi, è tutto qui.

-Tony D'Amato, discorso finale "Ogni maledetta domenica"-

Marco D'Elia
marco.delia@gmail.com

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